Campo di lavoro per il S. Natale

Il nostro arrivo attraverso 3 “incontri”… semiseri

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Al nostro arrivo non poteva mancare, nonostante che la notte fosse già avanzata – circa le 2 del mattino – il primo incontro con la Brakina, la birra burkinabé. Insieme ad Andrè, il nostro referente ed amico, ci siamo fermati al bar appena fuori dell’aeroporto per “bagnare” così la nostra ripartenza nelle attività in Burkina Faso. Chi c’è stato lo sa, anche gli astemi lo sanno (!), che per noi la Brakina è proprio un simbolo del nostro amato Paese. Una bevanda armoniosa al palato, che non stordisce ma dà un benessere leggermente inebriante… lo stesso effetto che dà l’accoglienza del popolo burkinabé: non invadente, discreta, carica di gusto positivo che ti mette a proprio agio e ti fa star bene.

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Il secondo incontro, se possiamo dire così, è stato con il nuovo Mausoleo intestato a Thomas Sankara, l’eroe del popolo burkinabé. Il “Capitano”, come spesso veniva chiamato, a capo dello Stato per soli 3 anni, ma capace di far palpitare ancora oggi a distanza di circa 40 anni il cuore fiero dei burkinabé. Un omaggio doveroso.

E prima del secondo round con la Brakina, l’immancabile pollo sulla brace. Anche questo un passaggio quasi obbligato per chi visita questo Paese. Il pollo è a buon titolo il piatto della festa, del piacere di rivedersi e incontrarsi nuovamente dopo anni di assenza. E festa abbiamo fatto con André e i suoi due bambini.

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