Campo di lavoro per il S. Natale

Gli orti

ORTI PER VILLAGGI 50×50 mt

ORTI COMUNITARI 100×100 mt

Gli orti rappresentano una strategia essenziale per migliorare la sicurezza alimentare e la resilienza delle comunità locali. L’iniziativa mira a contrastare la scarsa varietà di cibo (rappresentano una valida alternativa all’alimentazione a base di sorgo, miglio e mais) e a ridurre la dipendenza dalle importazioni alimentari. Gli orti sono importanti, anche perché consentono di svolgere una attività lavorativa durante tutto l’anno, differentemente a quanto accade per i prodotti cerealicoli sopra menzionati (da giugno a ottobre).

Normalmente, in questi orti sono coltivate una varietà di ortaggi, come pomodori, cipolle, peperoncini, melanzane e foglie di baobab, ricchi di nutrienti essenziali.

Dedicati a gruppi di donne o ragazze/i che hanno terminato il ciclo degli studi di base (pari alla nostra licenza di scuola media inferiore) sono situati in aree rurali o periurbane.  Gli orti comunitari dedicati alle donne offrono numerosi benefici:

  • migliorare la nutrizione
  • promuove la coesione sociale e l’emancipazione economica delle donne stesse, che spesso gestiscono e vendono i prodotti.
  • Le entrate generate dalle vendite aiutano le famiglie a coprire, almeno in parte, altre necessità fondamentali, come l’istruzione e le cure mediche dei figli.

Nel caso dei ragazzi e delle ragazze:

  • consente loro di apprendere un’ attività, un mestiere sotto l’occhio di un “encadreur” (maestro ortolano) che funge da formatore e supervisore.
  • prevenire l’abbandono del villaggio
ortocipolle-bonyolo

una testimonianza negli orti che ci interroga!

“Una calda mattinata di giugno, siamo andati nel villaggio di Amdemtenga per incontrare i giovanissimi che lavorano nei nostri orti: abbiamo dato a ciascuno i soldi per l’acquisto delle nuove sementi e poi ad ognuno abbiamo chiesto il tipo di coltivazione fatta e il ricavato della loro vendita. Qualcuno ci ha detto di aver coltivato le melanzane, altri le cipolle e gli agli; chi i cavoli o i pomodori, altri ancora le erbe per la salsa della Tò, la loro famosa polenta di miglio.
E fino a qui tutto bene. Poi, un pugno allo stomaco!
Certo, è vero che erano dei ragazzi che non lavoravano a tempo pieno (perché dovevano sbrigare anche altri incarichi per conto della famiglia), ma vi lascio immaginare il mio stupore quando ci dicevano con soddisfazione che il loro guadagno di 4 mesi di lavoro oscillava fra i 500 e i 1500 franchi CFA (in Euro: da 70 centesimi a 2,30!!!!), soldi necessari per comprarsi un pollo o un “tissu” (una pezza di stoffa) o tutt’al più, un montone!!!
Quattro mesi di lavoro per comprare un pollo!!!! È mai possibile? Ripenso al mio stipendio, al mio lavoro, al mio tenore di vita con sospetto… eppure quante volte mi rammarico!!!
Nella mensa imbandita da Dio sulla terra, io ho il piatto pieno fino alla nausea e tanti altri sono col piatto vuoto!: la sofferenza nasce anche dall’ingiustizia!”.

(Andrea, un volontario)

GALLERIA FOTO

Se desideri ricevere informazioni o collaborare alla realizzazione di questo progetto, puoi chiamarci allo 055/8351537 (ore 9,00-13,00 dal lunedì al venerdì), inviare una email a campodilavoro@alice.it oppure compilando la richiesta qui a fianco:


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    • L’orto di 50m x 50m  ha un costo totale di 2.800,00 € (v. dettaglio)
    • L’orto 100m x 100mha un costo totale di 5.000,00 € (v. dettaglio)

    Potrai partecipare sostenendolo in toto oppure contribuendo con una libera erogazione liberale.

    Per ulteriori informazioni, telefonare al numero 055/8351537 dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 13,00.